Quanto costa davvero vendere su Amazon nel 2026

Canone, commissioni, logistica, pubblicità e resi: mettiamo in fila tutte le voci di costo, con cifre indicative e un esempio di conto su 1.000 € di vendite. Compreso il costo che nessun listino mostra: il tuo tempo.

1. Le voci di costo, tutte in fila

Quando ti chiedi quanto costa vendere su Amazon, la risposta onesta è: dipende da cosa vendi e da come lo vendi. Ma le voci di costo sono sempre le stesse, e conoscerle prima ti evita le sorprese dopo. Eccole tutte in fila:

  • il canone mensile dell'account venditore;
  • la commissione per segnalazione su ogni vendita, in percentuale;
  • la logistica: il tuo corriere oppure le tariffe dei magazzini Amazon;
  • la pubblicità, facoltativa sulla carta ma spesso necessaria in pratica;
  • i resi, che costano in spedizioni, merce e ore di gestione;
  • il tuo tempo, l'unica voce che nessun listino mostra.

Nelle prossime sezioni le vediamo una per una, con cifre indicative e un esempio di conto alla fine. Un avviso prima di cominciare: le tariffe le decide Amazon e cambiano nel tempo, quindi tratta ogni numero di questa guida come un ordine di grandezza, non come un preventivo.

2. Il canone mensile

Amazon offre due formule. Con l'account individuale non paghi un canone fisso ma una tariffa per ogni articolo venduto — circa 0,99 € + IVA a pezzo — e rinunci a strumenti importanti: pubblicità, report completi, idoneità alla Buy Box. Con l'account professionale paghi un canone mensile fisso, circa 39 € + IVA, e hai il pannello del venditore al completo.

Per un'attività vera il professionale è quasi sempre la scelta giusta: già intorno alla quarantina di articoli venduti al mese conviene anche solo sul piano aritmetico, e gli strumenti in più valgono da soli la differenza.

3. Le commissioni per segnalazione

Su ogni vendita Amazon trattiene una commissione "per segnalazione" (referral fee): una percentuale calcolata sul prezzo pagato dal cliente, spedizione compresa. La percentuale varia per categoria — indicativamente tra il 7% e il 15%, con eccezioni verso l'alto e verso il basso per categorie particolari.

È la voce che pesa di più sul margine, ed è anche quella che più spesso viene dimenticata da chi copia il prezzo del concorrente più economico. La regola è una sola: il margine si calcola prima di mettere il prodotto online, categoria alla mano, non dopo il primo estratto conto. Le percentuali aggiornate sono nel listino commissioni di Seller Central: verifica lì la tua categoria prima di qualunque conto.

4. La logistica: spedisci tu o Amazon

Per far arrivare il pacco al cliente hai due strade, entrambe legittime:

  • Spedisci tu (FBM) — il pacco parte dal tuo negozio o magazzino con il tuo corriere. Il costo dipende dai tuoi contratti, dal peso e dalla destinazione; tieni il controllo della merce, ma rispondi tu dei tempi di consegna e gestisci in prima persona i resi.
  • Spedisce Amazon (FBA) — mandi la merce ai magazzini Amazon e paghi una tariffa di logistica per ogni unità spedita, più lo stoccaggio mensile degli spazi occupati. In cambio hai le consegne rapide Prime e buona parte dell'assistenza. Attenzione ai prodotti voluminosi o lenti a vendersi: lo stoccaggio si paga anche quando la merce resta ferma, e sui giacenti di lungo periodo le tariffe salgono.

In entrambi i casi metti in conto i resi: su Amazon sono parte del gioco, e ogni reso costa in spedizioni, merce da ricontrollare e tempo. Quale strada convenga dipende da cosa vendi, dai volumi e da come sei organizzato: è una valutazione da fare con i numeri dei tuoi prodotti davanti, non in astratto.

5. La pubblicità: facoltativa, ma spesso serve

Sulla carta puoi vendere senza spendere un euro in pubblicità. In pratica, un prodotto appena pubblicato parte in fondo ai risultati di ricerca, senza storico né recensioni: per dargli visibilità, una parte del catalogo va spinta con le campagne sponsorizzate, almeno nei primi mesi.

La parte buona è che il budget lo decidi tu: si paga per clic, si può partire con poco, misurare cosa rende e aggiustare il tiro. Non ti diciamo quanto frutterà — dipende dal prodotto, dal prezzo e dalla concorrenza nella tua categoria — ma ti diciamo di metterla nel conto fin dall'inizio come voce reale del budget, non come un extra che si vedrà poi.

6. Il costo nascosto: il tuo tempo

C'è una voce che nessun listino mostra ed è spesso la più pesante: le ore. Un account Amazon va seguito ogni settimana, non ogni tanto: ordini da evadere, messaggi dei clienti a cui rispondere in fretta, resi da gestire, schede da correggere, prezzi da aggiornare, metriche da tenere d'occhio.

Per un catalogo piccolo parliamo di qualche ora alla settimana; man mano che le vendite crescono, crescono anche le ore. Se quel tempo lo togli al bancone o alla famiglia, è un costo vero anche se non compare in nessuna fattura. E un account trascurato non resta semplicemente fermo: peggiora — le metriche scendono, la visibilità con loro, e nei casi peggiori arriva la sospensione.

7. Un conto della serva su 1.000 €

Mettiamo insieme le voci con un esempio volutamente semplice, da conto della serva.

Il punto dell'esempio non sono le cifre, che nel tuo caso saranno diverse: è il metodo. Prima di partire rifai questo conto con i numeri veri — la commissione della tua categoria presa dal listino ufficiale, il tuo costo di spedizione, il tuo costo merce — prodotto per prodotto. Scoprirai quasi certamente che alcuni articoli su Amazon convengono e altri no: va benissimo, si parte da quelli giusti.

8. Fai-da-te o farsi seguire?

Tutto quello che hai letto puoi gestirlo da solo: apertura dell'account, schede, prezzi, logistica, campagne. Non serve una laurea, servono tempo e metodo — e la disponibilità a sbagliare qualcosa nei primi mesi, perché capita a tutti. Se parti da zero, la nostra guida per chi ha un negozio fisico ti mette in fila le mosse nell'ordine giusto.

L'alternativa è farti seguire da chi lo fa di mestiere. Anche qui vogliamo essere trasparenti come pretendiamo che lo siano i listini: la gestione ha un costo, e il nostro è pubblico — primo mese gratuito, poi 200 € al mese + 1% sul fatturato marketplace — e comprende tutto il lavoro operativo: account, schede, ordini, clienti, resi, campagne. Il conto da fare è lo stesso della sezione precedente: aggiungi questa voce, togli le tue ore, e guarda quale colonna pesa di più. Se il risultato dice che non ti conviene, te lo diciamo noi per primi.

Preferisci che se ne occupi chi lo fa ogni giorno?

La consulenza è gratuita e senza impegno: guardiamo i tuoi prodotti e ti diciamo con franchezza se e dove conviene venderli. Se ha senso partire, il primo mese è gratuito.

Preferisci prima fare il punto da solo? Scarica la checklist gratuita (PDF, 5 minuti, senza lasciare l'email).

Pubblicato da KM Marketplace Management — 2 luglio 2026. Le tariffe citate sono indicative: fanno fede i listini ufficiali dei marketplace.

Chiama ora WhatsApp